Voli pericolosi sul Mar cinese
Ieri due B-52 americani, partiti dalla base militare dell’isola di Guam, hanno sorvolato lo spazio aereo dichiarato sabato scorso dalla Cina “zona di identificazione aerea nel Mar cinese orientale”, senza dare alcuna comunicazione a Pechino. La violazione era stata annunciata il giorno prima da un comunicato del segretario alla Difesa di Washington, Chuck Hagel: “L’annuncio cinese non cambierà in alcun modo le operazioni militari americane nella regione” – operazioni congiunte con il Giappone, che iniziano ufficialmente oggi.
23 AGO 20

Ieri due B-52 americani, partiti dalla base militare dell’isola di Guam, hanno sorvolato lo spazio aereo dichiarato sabato scorso dalla Cina “zona di identificazione aerea nel Mar cinese orientale”, senza dare alcuna comunicazione a Pechino. La violazione era stata annunciata il giorno prima da un comunicato del segretario alla Difesa di Washington, Chuck Hagel: “L’annuncio cinese non cambierà in alcun modo le operazioni militari americane nella regione” – operazioni congiunte con il Giappone, che iniziano ufficialmente oggi. I bombardieri americani, che erano disarmati e in volo di prova, sono ritornati a Guam senza incidenti.
Quel che accade in quella manciata di miglia marine è noto da tempo: le minuscole isole Senkaku (Diaoyu in cinese) sono contese da Giappone e Cina e sono il simbolo dell’antagonismo tra i due paesi, che rivendicano la supremazia di tutta l’area intorno alle isole – attualmente amministrate dalla prefettura giapponese di Okinawa – e soprattutto lo sfruttamento esclusivo delle risorse energetiche e della pesca. Negli ultimi anni sono state diverse le provocazioni nell’area da parte di attivisti nazionalisti, ma la dichiarazione cinese di sabato, secondo molti analisti, è uno degli sviluppi più destabilizzanti per il sud-est asiatico. Washington non è mai intervenuta direttamente nella disputa, oggi però la situazione è diversa. Il premier giapponese, Shinzo Abe, ha un patto di ferro con Barack Obama. Gli ha concesso di mantenere le forze militari a Okinawa, nonostante l’opinione pubblica contraria. La Casa Bianca ha inviato come ambasciatrice la principessa d’America, Caroline Kennedy. Con Tokyo i rapporti sono coerenti. Ma con Pechino?